Attaccamenti

Albatros, 2010





Quando il dolore entra da porte socchiuse,
non la luce che filtra
ma nebbia sottile che piano si addensa;
che fa un impasto con l'animo dentro.
Non provo a sbiadirlo col soffio,
lo lascio, lo godo stagnarsi,
che prenda l'affitto di qualche parete;
un dolore pellegrino, come me, straniero.

*
Corro a liberarmi di me
mentre passo il testimone alla radio:
punk, tutto bene. Si chiude a farfalla colorata
in una sala di cemento armato.
Inutile, non riesce a spiccare il volo.
E volare dove, poi? Perché sfioro l'affetto,
continuo un movimento.

*
Ondeggi stretta,
e la notte per bagnarmi di te.
Tieni saldi gli istanti, domani almeno,
bellezza che sfumerà tutta. 

*
Dall'alto la luce pervade,
sforacchia l'acqua, mi arriva;
solide onde smaccate,
nuove epifanie.

*
Passerà l'alba corrotta che trascina
lungo il suo giorno; sopirà la nostalgia
dentro l'antro più nascosto.
Il sole preme battagliero
un campo seminato di parole...
giovani butti crescono il loro fiore.

*
Leggero un passo sulla strada di pioggia,
l'acqua mi scivola dentro, mi entra,
con la camicia si impregna, l'avvolge:
piano mi sbottono, non c'è da correre. 

Ma un passo leggero ancora, lo voglio il quartiere,
sentire l'umido del fresco temporale:
in testa sgocciolo, le lenti più dure;
è così calmo l'odore piovano.




una video intervista su Viva L'Italia Channel
altre poesie del libro qui.
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